II SETTIMANA BIBLICA ONLINE - 10 AGOSTO 2019 - SESTO GIORNO


II SETTIMANA BIBLICA ONLINE

10 AGOSTO 2019


IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME

Sesto giorno



Primo momento: Preghiera iniziale


Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

1Dio dei padri e Signore della misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, 2e con la tua sapienza hai formato l'uomo perché dominasse sulle creature che tu hai fatto, 3e governasse il mondo con santità e giustizia ed esercitasse il giudizio con animo retto, 4dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, 5perché io sono tuo schiavo e figlio della tua schiava, uomo debole e dalla vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. 6Se qualcuno fra gli uomini fosse perfetto, privo della sapienza che viene da te, sarebbe stimato un nulla… 9Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo; lei sa quel che piace ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi decreti. 10Inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito. 11Ella infatti tutto conosce e tutto comprende: mi guiderà con prudenza nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria (Sapienza 9,1-6.9-11).


Maria, Sede della Sapienza, prega per noi.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.


Secondo momento: La Parola di Dio

SALMO 133: COM'E' BELLO E COM'E' DOLCE CHE I FRATELLI VIVANO INSIEME!


Il testo

1 Canto delle salite. Di Davide.


Ecco, com'è bello e com'è dolce

che i fratelli vivano insieme!

2 È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.

3 È come la rugiada dell'Hermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre.




Terzo momento: Commento teologico-esegetico

L'incontro con la più ampia comunità è particolarmente espresso e celebrato nel Salmo 133. Anche questo Salmo si inserisce nei Salmi ascensionali. Questo significa che la fraternità stessa, celebrata in questa preghiera, si inserisce in un dinamismo ascensionale, progressivo, in salita. Non è dunque il pacifico, stabile possesso o godimento di una realtà acquisita una volta per sempre; al contrario, è la meta di un cammino per di più in salita. Verso la fraternità ci si protende, si giunge anche a goderla e a cantarla, ma pur sempre dentro un orizzonte che è segnato dalla fatica, dalla distanza, dall’assenza, e dunque anche dalla ricerca. Se alla fine dei Salmi graduali si giunge a celebrare la bellezza dell’abitare insieme come fratelli, all’inizio del cammino c’è l’esperienza opposta, quella del convivere con gente che odia la pace, come ci ha ricordato il primo Salmo che abbiamo meditato in questo itinerario, il Salmo 120, che come abbiamo visto costituisce un po’ il punto di partenza del pellegrinaggio verso Gerusalemme, città della pace. Ora il Salmo 133 ci ricorda che Gerusalemme deve essere cercata anche come terra della fraternità riconciliata: «com’è bello che i fratelli vivano insieme!». La fraternità stessa viene desiderata come terra di pace. Questo è il cammino che questi Salmi ci fanno compiere: dalla terra dell’ostilità alla terra della fraternità: «Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!».



Più fedelmente potremmo tradurre il v. 1: «Che bello per i fratelli abitare in unità!». Non è semplice coabitazione, ma l’esperienza della comunione, dell’appartenersi reciprocamente. L’esclamazione di gioia — «Che bello!» — giunge al termine della salita, alla fine del cammino, proprio là dove si scopre che la bellezza della fraternità è caratterizzata da un movimento opposto al salire, quello del discendere. Infatti, le due immagini che il Salmo usa per indicare la bellezza della fraternità, l’unguento profumato e la rugiada, pur nella loro diversità sono accomunate da questo medesimo tratto: sia l’olio sia la rugiada discendono. Il verbo "discendere" risuona tre volte, con pienezza nei vv. 2 e 3. L’olio scende sulla barba, scende sull’orlo della veste; la rugiada scende dall’Hermon sui monti di Sion. Nel Salmo è molto accentuata questa linea verticale: il pellegrino sale, certo, verso Gerusalemme, ma per incontrare ciò che discende, vale a dire la benedizione di Dio, con la cui menzione al v. 3 il Salmo si chiude: «Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre». Le immagini dell’olio e della rugiada, che sono poste al centro del Salmo, rinviano tanto alla fraternità, con cui il Salmo si apre, quanto alla benedizione di Yhwh, con cui il Salmo si chiude. Fra l’apertura e la chiusura è riconoscibile un’inclusione: la stessa fraternità diventa il luogo dove il Signore dona la sua benedizione.



Per il Salmo la fraternità stessa è benedizione di Dio. Approfondiamo il significato dei due simboli utilizzati dal salmista. L’olio e la rugiada assumono nella tradizione biblica un significato sacro. Nel Salmo stesso si parla non di un olio qualsiasi, ma di quello che scende sulla barba e sulla veste di Aronne; dunque è l’olio della consacrazione sacerdotale. Dal capo fluisce lungo tutta la sua veste. Vi si può riconoscere un significato simbolico. Il testo ebraico non parla di orlo, ma di bocca della veste, cioè la scollatura dell’abito  sacerdotale. Qui nel suo fluire l’olio incontrava il pettorale del sommo sacerdote, composto tra l’altro da 12 pietre preziose, una per ciascuna tribù d’Israele; era il pettorale che simboleggiava l’unità del popolo di Dio a partire dalle diverse tribù. Allora quest’olio, fluendo lungo la veste, scende sul pettorale, sulla stessa comunità del popolo, raccolta in unità nella liturgia del tempio: è il popolo chiamato a vivere nella gioia e nell’armonia di una concordia fraterna.
L’olio acquisisce dunque un valore sacrale, non è soltanto un simbolo cosmico e naturale; la stessa cosa deve dirsi per la rugiada. Per gli ebrei rimaneva una realtà misteriosa, di cui si ignorava l’esatta origine. Si riteneva che scendesse dal cielo, come la pioggia, tanto che il verbo comunemente associato all’immagine della rugiada è stillare: «dove il cielo stilla la rugiada» (Dt 33, 28). Diviene perciò facile per la tradizione biblica associare alla rugiada la parola stessa di Dio: «Stilli come pioggia la mia dottrina, scenda come rugiada il mio dire» afferma Mosè in Dt 32,2. Più ancora la rugiada è simbolo di benedizione e di fecondità. Sempre nel libro del Deuteronomio compare nella benedizione che Mosè impartisce su Giuseppe: «Benedetta dal Signore la sua terra, dalla rugiada abbia il meglio dei cieli» (Dt 33,13). Anche Isacco aveva benedetto Giacobbe dicendogli: «Dio ti conceda rugiada dal cielo e terra grassa e abbondanza di frumento e di mosto» (Gen 27,28).
Da segno della benedizione di Dio, la rugiada diventa immagine stessa del Dio che benedice. Un testo celebre lo troviamo nel profeta Osea, laddove Dio parla e promette: "Sarò come rugiada per Israele: esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano. Si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell’ulivo e la fragranza del Libano" (Os 14,6-7; cf. anche Is 26,19). Al pari dell’olio, la rugiada è simbolo che evoca non solo la fecondità e la vita, ma la loro stessa sacralità, cioè il loro discendere dall’alto e radicarsi nella benedizione di Dio. Pertanto, se in un primo tempo le immagini dell’olio e della rugiada sono colte nel loro significato più immediato, naturale e cosmico, evocando la bellezza e la dolcezza della fraternità, in un secondo momento i due simboli sono caricati di un significato più religioso, divengono simbolo della benedizione di Dio, e dunque suggeriscono che la stessa vita fraterna è benedizione di Dio. «— conclude il Salmo Dio dona la sua benedizione e la vita per sempre». , in Sion, nel tempio, ma innanzitutto nella vita fraterna.



C’è dunque un rapporto profondo, che il Salmo sottolinea in modo evidente, fra benedizione e vita fraterna. In primo luogo nel senso che la vita fraterna è frutto della benedizione di Dio, e anziché salire dal basso, dagli sforzi degli uomini, discende, come l’olio e la rugiada, dall’alto. C’è poi un secondo rapporto: la vita fraterna stessa è il luogo di percezione e di riconoscimento della benedizione di Dio. La fragranza odorosa e tonificante dell’olio, la freschezza feconda e vitale della rugiada, non solo esprimono la bellezza e la sensazione appagante del vivere in pace come fratelli, ma narrano anche la bellezza della benedizione di Dio che si rende percepibile in quel luogo circoscritto dalla fraternità. La benedizione di Dio crea lo spazio della fraternità, ma a sua volta la fraternità diventa il luogo dove è possibile incontrare e fare esperienza della benedizione di Dio. La fraternità diventa così spazio d’incontro e di riconoscimento del Dio che benedice e dona la vita per sempre proprio perché Dio rivela il suo volto e il suo mistero nell’abitare dei fratelli in uno.
L’unificazione della comunità nella concordia e nella pace è il volto autentico in cui si rispecchia e si rende trasparente l’unità del volto stesso di Dio. Nasce spontanea la rilettura evangelica di  questo tema alla luce di testi come Mt 18,20: «Quando saranno due o tre riuniti nel mio nome, io sarò con loro». Qui l’abitare in uno consiste nell’essere radunati nel nome del Signore, nell’unità della sua persona e della sua volontà.


Quarto momento: La riflessione personale

Dedicate almeno mezzora alla vostra personale riflessione.

Traccia di riflessione: Padre nostro: essere fratelli con tutti gli uomini è un impegno arduo da realizzare. Quali difficoltà ci impediscono di raggiungere la fondamentale dimensione della fraternità, segno della benedizione divina?   



Quinto momento: La condivisione comunitaria

Se avete deciso di vivere insieme ad altri i primi tre momenti (in modo residenziale), scambiate con loro la vostra riflessione.

Al termine della vostra condivisione, accedete al blog noiabbiamolamentedicristo.blogspot.com e inserite un commento alla scheda del giorno in modo da favorire l’arricchimento spirituale di tutti coloro che partecipano alla Settimana Biblica Online.



Sesto momento: Liturgia delle Ore

Siamo giunti al momento conclusivo della Giornata. Accedete al sito www.liturgiadelleore.it che vi proporrà il testo della Liturgia delle Ore corrispondenti all’ora in cui effettuate l’accesso. Sarà un momento di preghiera vissuto in comunione non solo con i partecipanti alla Settimana Biblica Online, ma con la Chiesa Universale.

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